La storia del Festival

Dal 1982, Bologna Festival è una delle realtà concertistiche più autorevoli e vivaci del panorama musicale italiano. Con una vocazione internazionale, ospita a Bologna le più importanti orchestre e i grandi protagonisti della musica classica, contribuendo a consolidare la città come punto di riferimento per la concertistica in Italia e all’estero.

Una storia di eccellenza musicale, dal 1982 a oggi

Nato con l’obiettivo di offrire una proposta culturale di alta qualità, Bologna Festival ha costruito nel tempo una presenza riconoscibile e continuativa. La sua crescita ha ampliato progressivamente il perimetro della programmazione, mantenendo salda l’attenzione per l’eccellenza interpretativa e per il dialogo con il pubblico.

Grandi orchestre e protagonisti della scena internazionale

Nel corso degli anni Bologna Festival ha accolto molti tra i nomi più prestigiosi della scena concertistica internazionale. Tra gli artisti ospitati figurano, tra gli altri: Claudio Abbado, Martha Argerich, Myung Whun Chung, Teodor Currentzis, Isabelle Faust, Daniel Harding, Riccardo Muti, Antonio Pappano, Mistislav Rostropovič, Maria João Pires, Jurij Temirkanov insieme a molti altri interpreti di primo piano.

ph. Stephan Rabold / Bologna Festival 2025
ph. Dino Russo / Bologna Festival 2025

Direzione artistica e sviluppo della programmazione

Le direzioni artistiche che si sono succedute – tra cui quella più che ventennale di Mario Messinis e l’attuale di Maddalena da Lisca, che guida l’Associazione anche in veste di Sovrintendente – hanno progressivamente arricchito e ampliato l’offerta.

Dall’iniziale festival “Grandi Interpreti”, che rimane tutt’oggi l’attività più identitaria del cartellone, Bologna Festival è arrivato a una stagione articolata che conta: 9 rassegne, oltre 90 eventi e una programmazione distribuita lungo l’intero arco dell’anno.

Mario Messinis, Maddalena da Lisca, Federico Stame
Maddalena da Lisca, Sovrintendente e Direttore Artistico

Una visione aperta, dinamica e contemporanea

Questa evoluzione ha favorito un approccio aperto e contemporaneo al mondo della concertistica. Bologna Festival dialoga con pubblici diversi, si inserisce nel tessuto cittadino e affronta con determinazione le nuove sfide che la musica classica incontra ogni anno, a partire dal cambio generazionale e culturale.

Il percorso di crescita si sviluppa nel solco della missione originaria: offrire una proposta culturale ricca e di elevata qualità nel panorama della musica classica.

Format, luoghi, pubblici: un’offerta plurale

Oggi l’offerta di Bologna Festival si distingue per varietà dei format, pluralità dei luoghi e l’attenzione a destinatari differenti.

A questo si affianca un impegno sempre più marcato anche in ambito educativo, sociale e territoriale, con l’obiettivo di rafforzare l’impatto culturale sul contesto cittadino e metropolitano.

ph. Sabrina Tirino / Baby BoFe’
Classica in Sneakers alla Birreria Popolare

La stagione 2026

La stagione 2026 di Bologna Festival si sviluppa lungo l’intero arco dell’anno come un progetto culturale diffuso, che affianca proposte tradizionali e accademiche a formule di dialogo con il pubblico, contestualizzazioni “off” e sperimentazioni multimediali. Concerti e percorsi abitano una geografia ampia di luoghi — teatri, musei, chiostri, chiese e piazze — fino a spazi non convenzionali, con iniziative che raggiungono anche il carcere minorile. Il cartellone si rivolge a tutte le fasce d’età, dalla primissima infanzia agli adulti, e attraversa repertori antichi, moderni e contemporanei, europei ed extra‑occidentali, con commissioni, prime esecuzioni e riscoperte. Cuore internazionale sono i GRANDI INTERPRETI, con orchestre e direttori di altissimo profilo (tra cui Chamber Orchestra of Europe con Sir Simon Rattle, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Daniel Harding, Utopia Orchestra con Teodor Currentzis) e recital pianistici che includono Sophia Liu e il concerto straordinario di Lang Lang. Accanto alla grande concertistica, rassegne come CARTEGGI MUSICALI e IL NUOVO L’ANTICO L’ALTROVE ampliano l’esperienza d’ascolto integrando narrazione e approfondimenti, mentre i progetti dedicati ai giovani e le iniziative urbane e sociali — come BABY BOFE’, CLASSICA IN SNEAKERS e il PROGETTO LEPORELLO — rafforzano la dimensione educativa e solidale del Festival.

Bologna Festival è socio

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