martedì
23/06
2026
ore 21:00

Galà Lirico

Cortile dell’Archiginnasio
  • Gioachino Rossini “Largo al factotum”
    aria di Figaro da Il barbiere di Siviglia
  • Gioachino RossiniPrincipe più non sei – Sì, ritrovarla io giuro”
    aria di Don Ramiro da La cenerentola
  • Gioachino Rossini“Una voce poco fa – Io sono docile”
    aria di Rosina da Il barbiere di Siviglia
  • Gaetano Donizetti “Di tua beltade immagine”
    cavatina di Severo da Poliuto
  • Giuseppe Verdi “Signor né principe”
    duetto Gilda e Duca da Rigoletto
  • Gioachino Rossini “Zitti, zitti, piano, piano”
    terzetto di Rosina, Conte, Figaro da Il barbiere di Siviglia
  • Wolfgang Amadeus Mozart “Hai già vinta la causa! – Vedrò, mentr’io sospiro”
    aria del Conte da Le nozze di Figaro
  • Gaetano Donizetti “Benedette queste carte – Della crudele Isotta”
    aria di Adina da L’elisir d’amore
  • Charles Gounod “Salut! demeure chaste et pure”
    cavatina di Faust da Faust
  • Gaetano Donizetti “Appressati, Lucia – Il pallor funesto orrendo”
    duetto di Lucia ed Enrico da Lucia di Lammermoor
  • Gaetano Donizetti “Una furtiva lagrima”
    aria di Nemorino da L’elisir d’amore
  • Charles Gounod “Je veux vivre”
    aria di Juliette da Roméo et Juliette
  • Gaetano Donizetti “Tran tran”
    terzetto di Adina, Nemorino e Belcore da L’elisir d’amore

Un percorso tra teatro, sentimento e metamorfosi della voce: l’astuzia e l’energia del mondo rossiniano, la tenerezza attraversata dall’inganno, le passioni portate all’estremo, fino a un amore idealizzato e sospeso. Questo concerto di arie, duetti e terzetti si compone come un unico affresco: scene che si rincorrono, personaggi che cambiano volto, emozioni che restano.

Le pagine di Rossini (Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola), Donizetti (L’elisir d’amore, Lucia di Lammermoor) e i riferimenti a Faust e Juliette disegnano l’arco finale del Belcanto, proiettandolo verso la grande trasformazione del melodramma ottocentesco. Le parti vocali sono affidate a tre rivelazioni del canto lirico, in un dialogo costante tra individualità timbrica, azione scenica e introspezione.