1960x280_testataNOTE2021_2022

connessioni musicali

data e luogo da concordare
 

DIDONE ED ENEA IN MUSICA 

L’incontro, svolto presso le scuole, è rivolto alle classi I e II, in connessione con i programmi di letteratura. A cura di Maria Chiara Mazzi.

La storia del tragico amore dall’Eneide di Virgilio ha ispirato dal Seicento ad oggi molti grandi compositori europei. La narrazione letteraria viene modificata e riletta in musica dal veneziano Francesco Cavalli (1641) al contemporaneo Luigi Nono (1958) passando dalle cantate francesi dell’epoca di Luigi XIV al melodramma inglese di Purcell, dal celeberrimo dramma Didone abbandonata di Metastasio (musicato da decine di compositori nel Settecento) ai romantici Schubert e Berlioz.

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it

Il mito di Orfeo in musica
data e luogo da concordare
 

IL MITO DI ORFEO IN MUSICA 

L’incontro, svolto presso le scuole, è rivolto alle classi I e II, in connessione con i programmi di letteratura. A cura di Maria Chiara Mazzi.

Nelle Metamorfosi di Ovidio il mito di Orfeo è il mito della potenza della musica. Non è un caso che il primo melodramma della storia, l’Euridice di Peri (1600), si ispirasse proprio all’antico mito greco. Da allora, decine di compositori hanno riproposto la “favola di Orfeo” in opere per il teatro musicale (Orfeo di Monteverdi, Orpheus di Telemann, Orfeo ed Euridice di Gluck), in cantate vocali e strumentali (Berlioz), in film (Orfeu negro con le musiche di Antonio Carlos Jobim), in opere rock (Orfeo 9 di Tito Schipa junior) e addirittura in celebri canzoni (Carmen Consoli o Roberto Vecchioni), ciascuno scegliendo la parte del racconto mitico più consona alla propria personalità.

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it

data e luogo da concordare
 

LA MUSICA NELLA DIVINA COMMEDIA

L’incontro, svolto presso le scuole, è rivolto alle classi III, IV e V, in connessione con i programmi di letteratura. A cura di Maria Chiara Mazzi.

Quando pensiamo a Dante e la musica pensiamo subito a quei brani musicali che, soprattutto nell’Ottocento, si sono ispirati a celebri episodi della Divina Commedia. Addentrandoci nel celebre poema e adottando una diversa prospettiva scopriremo come la Divina Commedia sia inondata di rumori e di suoni, di note, di strumenti e di balli, dall’Inferno fino al Paradiso. Se l’Inferno non ‘’si merita” la musica, e vive solo di rumori, nel Purgatorio essa fa la sua apparizione sin dall’inizio (quando Dante incontra il musico Casella) e poi riempie tutta la cantica. I penitenti citano salmi, inni e cantici del repertorio gregoriano e Dante ne descrive con puntualità le modalità esecutive. Nel Paradiso infine c’è un’esplosione di musica: la conoscenza delle forme polifoniche e delle pratiche della musica vocale e da ballo diffuse nel Duecento e nel Trecento ci aiuterà alla comprensione di molti di passi della terza cantica. Dalle ‘carole’ dei beati, all’Organum di Notre Dame, dalla prassi dell’accompagnamento strumentale all’inudibile armonia delle sfere: l’itinerario dantesco è un viaggio che dalla “musica instrumentalis”, attraverso la “musica humana”, giunge alla “musica mundana”.

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it

data e luogo da concordare
 

I concerti brandeburghesi di Bach: una ricetta originale su una base italiana

L’incontro, svolto presso le scuole, in connessione con i programmi di storia, è dedicato alla scrittura musicale di Bach e il suo genio compositivo, in connessione con i programmi di letteratura e storia. A cura di Fabio Sartorelli.

I Concerti Brandeburghesi di Bach non si possono in alcun modo etichettare. Sono concerti grossi? Sono concerti per strumenti soli? Sono concerti di gruppo? O sono tutte queste cose insieme? Qualunque cosa essi siano, hanno come base l’estro e l’invenzione italiani. Perché… diciamocelo francamente: senza di noi nemmeno Johann Sebastian Bach sarebbe… l’immenso Johann Sebastian Bach.

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it

data e luogo da concordare
 

ILLUMINISMO IN MUSICA

L’incontro, svolto presso le scuole, è rivolto alla classe IV, in connessione con i programmi di storia e filosofia. A cura di Maria Chiara Mazzi.

Tra secondo ‘700 e primo ‘800 i cambiamenti culturali e sociali influenzano anche la produzione e il consumo musicale. Alla ‘musica privata’ dei salotti nobiliari e borghesi si affianca la ‘musica pubblica’ nelle sale da concerto; lo ‘stile di conversazione’ dei caffè e dei circoli culturali influenza in musica la definizione di in un nuovo stile e di nuove forme. In una Europa animata da fermenti illuministici la musica di Mozart lascia un segno indelebile e consegna ai posteri opere come “Le nozze di Figaro”; Beethoven con lavori come la Sinfonia “Eroica” rinnova profondamente il linguaggio musicale e afferma un nuovo ruolo dell’artista nella società: non più servitore, ma artista con la A maiuscola. La musica con Beethoven diventa un messaggio artistico volto a migliorare l’umanità. 

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it

 

data e luogo da concordare
 

Verdi: uomo di teatro alla ricerca del nuovo

L’incontro, svolto presso le scuole, è dedicato al teatro verdiano, tra musica, costume e società. A cura di Fabio Sartorelli.

 

 

Verdi ha rappresentato l’opera italiana per 50 anni. Si può dire che egli sia stato “l’Opera”, l’imprescindibile punto di riferimento per tutti: per i teatri, per il pubblico, per gli artisti. Il segreto di questo successo è stata la sua costante capacità di rinnovarsi ricercando soggetti e temi sempre nuovi: il tema “politico”, l’orrido, il brutto, l’immorale, la solitudine dei potenti, il difficile rapporto padri-figli. Ma, soprattutto, seppe combattere la superficialità che contrassegnava la “messa in scena” delle opere (e non solo le sue) con brutte scene, costumi sbagliati, assenza totale di qualsiasi coordinamento sulla scena. Verdi diventa così, un po’ per passione e un po’ per necessità, il primo regista, scenografo e light designer dell’opera italiana. Il tutto, mentre la censura interveniva a scompaginare i suoi sogni e i suoi progetti bollando come immorale la sua ricerca del nuovo. 

 

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it 

data e luogo da concordare

 

Mascagni e Verga: il verismo va in scena con “Cavalleria Rusticana”

L’incontro, svolto presso le scuole, approfondisce le relazioni creative tra teatro d’opera e produzione letteraria, in connessione con i programmi di letteratura. A cura di Fabio Sartorelli.

 

Un giovane compositore ricolmo di belle speranze, partecipa a un concorso per giovani musicisti. Si chiama Pietro Mascagni e vive, come dice lui stesso, “segregato” in una piccola cittadina pugliese. Assieme a due amici, compone il suo compito operistico con tanto entusiasmo ma anche con quella ingenuità figlia della sua età. Si dimentica, ad esempio, di chiedere l’autorizzazione a Giovanni Verga di poter mettere in musica la sua novella, quella Cavalleria Rusticana che l’aveva tanto entusiasmato. Verga accettò ma, più tardi, sollevò tutta una serie di questioni legate al diritto d’autore. Si finirà in tribunale e ciò che ne seguirà farà di Cavalleria un capolavoro nato alla sbarra.

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it

data e luogo da concordare
 

MUSICA E TOTALITARISMI NEL NOVECENTO 

L’incontro, svolto presso le scuole, è pensato per la classe V, in connessione con i programmi di storia e storia dell’arte. A cura di Maria Chiara Mazzi.

 

L’arte, e quindi anche la musica, vengono considerate dai totalitarismi del Novecento come pericolose dimostrazioni di libertà. Nazismo, stalinismo e fascismo studiano precise norme per la produzione artistica, bollando come ‘arte degenerata’ tutto ciò che non è conforme come contenuto e come linguaggio, all’ideologia imperante. Il percorso parte dalla Germania, passa attraverso l’Unione Sovietica e arriva in Italia, dove si prenderanno in considerazione non solo la musica ‘colta’, ma anche la canzone (Maramao perché sei mortoPippo non lo saFaccetta nera), particolarmente bersagliata dalla censura. Si vedranno nel dettaglio le alterne vicende di noti compositori come Šostakovič, Respighi, Orff: dalla Sinfonia “Leningrado” al poema sinfonico I pini di Roma, ai popolari Carmina burana.

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it

Museo della Musica
16 marzo 2022 ore 11
 

I nuovi linguaggi del Novecento

Lezione-concerto a cura di Maria Chiara Mazzi con la pianista Marzia Ragazzoni, in connessione con i programmi di letteratura, storia dell’arte, storia e filosofia.

La ricerca di nuove strade espressive nella prima metà del Novecento, un’epoca segnata da radicali cambiamenti sociali e culturali, spinte avanguardistiche e nostalgici ritorni al passato. In musica come nelle altre arti, specialmente letteratura e pittura, si affermano diverse correnti estetiche. Dalle valenze simboliste della musica di Debussy al neoclassicismo di Ravel, dal “periodo russo” di Stravinskij alla dodecafonia di Schönberg. Arrivano dalla Russia stalinista le pagine più “realiste” di Prokof’ev; emergono dall’Est europeo gli interessi etnomusicologici dell’ungherese Bartók.

Per informazioni e prenotazioni: Bologna Festival, Tel. 051 6493397, E-mail: notesulregistro@bolognafestival.it